Iscrizione sicula di Centuripe (V sec. a.C.)
A quanto pare il Sicano e l'Elimo, di cui si sa ben poco, non erano idiomi indo-europei, anche se la questione a tal proposito è molto controversa. Il Siculo, invece, era una lingua di origine indo-europea, molto imparentato con il latino, come traspare dalla più lunga iscrizione in Siculo, risalente al V sec. a. C., trovata a Centuripe in un askos (vaso schiacciato), oggi conservato al museo archeologico di Karlsruhe (Germania), o dalla famosissima iscrizione incisa su un blocco di arenaria murato sul lato est del vano di ingresso della porta urbica meridionale della città di Mendolito e disposto in due righe ad andamento, anche questo, sinistroso (è l'unica epigrafe sicula di natura pubblica finora conosciuta, il cui testo è ancora di controversa interpretazione e databile alla seconda metà del VI sec. a.C).
Epigrafe pubblica di Mendolito (VI sec. a.C.)
In seguito, a cominciare dall'anno 735 a.C., data di fondazione di Naxos, la prima colonia greca in Sicilia secondo Tucidide, si introdusse nell'isola anche la lingua Greca con la venuta di genti dapprima dall'Eubea (Calcidesi, quindi, di stirpe e dialetto ionici), poi da altre parti della Grecia (soprattutto genti di stirpe e dialetti dorici) che si stanziarono principalmente sulle zone costiere della parte orientale.
E' questa la situazione linguistica che troveranno i Latini al momento della loro conquista della Sicilia, cominciata nell'anno 264 a.C. e giunta a termine nel 241 a.C..
Situazione linguistica nella Sicilia pre-romana
Escludendo gli influssi della lingua Greca (notevoli, anche se rimane difficile da stabilire quali provenienti da un'epoca pre-romana) e premettendo che, ancor più che altrove, in questo campo si può null'altro fare se non ipotizzare partendo da pochissimi dati certi, ci si può azzardare a dire che:
- la pronuncia cacuminale (lingua contro il palato anziché contro i denti) degli antichi gruppi latini in -ll- (passati a -dd- in Siciliano) e quella dei gruppi -str- e -tr-
- la forte palatizzazione del tipo chiù e del tipo xiuri
siano dovute ad un influsso delle lingue mediterranee non indo-europee.
Sul piano lessicale si può ipotizzare che i seguenti termini rappresentino un'eredità del sostrato mediterraneo: alàstra (calicotome infesta o spinosa - pianta delle leguminose simile alla ginestra -, pianta spinosa), ammarràri (munire di argini un luogo per difenderlo da inondazioni), calancùni (onda di fiume), calanna (scoscendimento, frana di rocce di un fianco montuoso, terreno in forte pendio), carrivàli (roccia rossastra), limàrra (terra intenerita dall'acqua, melma, fango). Inoltre lavànca (luogo scosceso e sdrucciodevole, frana, dirupo) dovrebbe essere, per il suffisso -anca, un termine pre-latino ed è presente anche nell'antico provenzale "lavanca". Infine, dovrebbero essere d'origine sicana alcuni toponimi terminanti in -ara (Hykkara, Indara, Makara).
· Quale Latino arrivò in Sicilia
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Lingue di sostrato e loro influenza